02-02-2026

Responsabilita′ medica: la Corte costituzionale rafforza le tutele difensive nel processo penale

Con la sentenza n. 170 del 25 novembre 2025, la Corte costituzionale ha segnato un passaggio di grande rilievo nel sistema della responsabilità sanitaria, dichiarando l′illegittimità costituzionale dell′art. 83 del Codice di procedura penale nella parte in cui non consentiva all′imputato di chiamare in giudizio la propria compagnia assicurativa quale responsabile civile.

Il superamento di una disparità di trattamento

Prima dell′intervento della Consulta, il medico imputato in sede penale si trovava in una posizione deteriore rispetto al collega coinvolto in un giudizio civile. In ambito civile, infatti, era possibile chiamare in garanzia l′assicuratore; nel processo penale, invece, il professionista doveva attendere l′eventuale condanna, anticipare il risarcimento e solo successivamente agire contro l′assicurazione in un separato giudizio. Questa asimmetria incideva negativamente sul diritto di difesa e sull′equità complessiva del sistema.

Il raccordo con la Legge Gelli-Bianco

La decisione si inserisce coerentemente nel quadro della legge n. 24 del 2017, che ha riformato la responsabilità sanitaria introducendo l′obbligo assicurativo per strutture e professionisti e prevedendo lazione diretta del danneggiato contro l′assicuratore. Proprio quest′ultimo elemento, divenuto operativo nel 2024, è stato ritenuto decisivo dalla Corte per consentire anche all′imputato la chiamata diretta dell′assicuratore come responsabile civile nel processo penale.

La continuità con la giurisprudenza costituzionale

La Corte ha richiamato precedenti consolidati in materia di assicurazioni obbligatorie, come quelle automobilistica e venatoria, nelle quali era già stata riconosciuta la possibilità per l′imputato di chiamare direttamente l′assicuratore nel processo penale. Il principio affermato è chiaro: quando l′ordinamento prevede l′azione diretta del danneggiato, l′assicuratore assume un ruolo processuale che giustifica la sua partecipazione immediata al giudizio.

La funzione dell′assicurazione sanitaria

Secondo la Consulta, l′assicurazione sanitaria svolge una funzione plurima: tutela il paziente, assicurando l′effettività del risarcimento, e protegge il medico, garantendogli la manleva. Impedire l′attivazione di tale garanzia nel processo penale avrebbe frustrato uno degli obiettivi centrali della riforma del 2017, ossia favorire un esercizio più sereno dell′attività medica.

Una decisione di portata sistemica

La sentenza n. 170 del 2025 completa un percorso giurisprudenziale volto a rendere effettive le assicurazioni obbligatorie e a riequilibrare il rapporto tra pazienti e professionisti sanitari. Il rafforzamento delle tutele difensive contribuisce anche a contrastare il fenomeno della medicina difensiva, promuovendo un accertamento delle responsabilità più equo ed efficiente.